Nanni Licitra
Nanni Licitra avvia la propria ricerca fotografica nel 2008, operando esclusivamente in analogico. Nel suo lavoro la macchina fotografica assume una posizione quasi invisibile: lo sguardo non interviene, lascia che le situazioni si manifestino da sole. Ciò che viene registrato appare sempre in una condizione di sospensione, come se la scena continuasse a esistere indipendentemente da chi la osserva. La sua pratica è un'indagine sui territori liminali, sui margini urbani, sugli spazi che sfuggono alle narrazioni ufficiali. Attratto dalle contraddizioni del reale, costruisce immagini in cui il quotidiano assume una dimensione sospesa e simbolica.
Progetti
Biografia
Nanni Licitra nasce a Vittoria (RG) nel 1988.
Attualmente vive e lavora a Vittoria.
Nanni Licitra avvia la propria ricerca fotografica nel 2008, scegliendo fin dall’inizio di operare esclusivamente in analogico. Nel suo lavoro lo sguardo non interviene né dialoga: la macchina fotografica assume una posizione quasi invisibile, lasciando che le situazioni si manifestino autonomamente. L’assenza di una relazione diretta con il soggetto genera immagini in cui la
distanza diventa una vera e propria strategia di osservazione, per cui, ciò che viene registrato non è mai coinvolto direttamente, ma appare in una condizione di sospensione, come se la scena continuasse a esistere indipendentemente dallo sguardo che la osserva. La sua pratica si sviluppa come un’indagine sul paesaggio contemporaneo e sulle sue marginalità. Il
lavoro si concentra in particolare sulle periferie urbane, sui territori liminali e sui cosiddetti “non-luoghi”, spazi di transito o di abbandono che sfuggono alle narrazioni ufficiali della città. Attraverso un approccio vicino a un’osservazione antropologica, Licitra esplora le dinamiche sociali, i segni di
trasformazione e le tensioni silenziose che attraversano questi contesti. Attratto dagli estremismi e dalle contraddizioni del reale, costruisce immagini in cui soggetti e oggetti vengono progressivamente sottratti alla dimensione ordinaria dell’esperienza quotidiana, assumendo una dimensione sospesa e simbolica. Con la serie Hell End in Hell vince il Ragusa Foto Festival nel
2021 e il One Grant del Liquida Photofestival a Torino nel 2024. Nel dicembre 2025 inaugura Materiale residuo, mostra personale presso la galleria Lo Magno, progetto presentato al MIA Photo Fair di Milano quest’anno.