Fascia Trasformata (RG)
Materiale Residuo
Nella Fascia Trasformata, la striscia di costa ragusana tra Vittoria e Marina di Acate, decenni di serricoltura intensiva hanno riscritto completamente il paesaggio. Oggi oltre 5.700 ettari di suolo sono coperti da un continuum di plastica che produce il 30% della verdura ortofrutticola nazionale. Ma questa espansione ha lasciato segni profondi: un paesaggio alterato e una quantità di rifiuti agricoli che spesso non trova vie di smaltimento. Così, nelle ore incerte della sera, i teli, le plastiche e gli spaghi delle serre vengono bruciati in piccoli roghi clandestini. Le fumarole salgono, si disperdono con i venti marini, si depositano nell'aria e nei suoli.
Nanni Licitra non documenta il fuoco. Osserva quello che lascia.
Il progetto si articola in tre nuclei distinti. Le serigrafi stampate sulla plastica delle serre abbandonate non mostrano l'atto della combustione ma ne catturano la conseguenza: forme leggere e mutevoli in cui superficie e soggetto coincidono, e ciò che vediamo evapora mentre lo osserviamo. Il trittico su lightbox mette in relazione la radiografia di un operaio agricolo, al centro attraversata dalla luce, con le sagome di una pianta di pomodoro e una melanzana ai lati, le colture dominanti del territorio. Il respiro umano e quello della terra sembrano appartenere allo stesso ritmo, allo stesso stato di affaticamento. Nel dittico analogico, la condensa sul vetro di una serra appare come un respiro trattenuto, mentre il grande foro su una plastica bruciata apre un varco che rivela la vulnerabilità del paesaggio.
La forza del lavoro sta nella sospensione. Tutto appare e si ritrae, come se il mondo si manifestasse solo per un attimo prima di tornare a essere vapore. Il residuo è ciò che persiste: la forma lieve e ostinata della memoria che resta nell'aria, anche quando nessuno la guarda più.
Testo critico: Valentina Bruschi
Contributo territoriale: Francesco Gugliotta